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MÉRTOLA
MÉRTOLA

LA REGIONE

Mértola

 


Mértola é una cittadina del sudest del Portogallo, vicina al confine spagnolo, posizionata strategicamente su una collina e disposta a forma di anfiteatro tra la sponda destra del Fiume Guadiana e la sponda sinistra della Ribeira de Oeiras, nell’ultimo tratto navigabile del Guadiana. I suoi 7.000 anni di esistenza sono strettamente correlati alla presenza di una via fluviale e delle vie di comunicazione terrestri con il sud della Penisola Iberica.


Mértola, abitata da Fenici, Cartaginesi, Romani e Arabi, è stata, per secoli, un importante centro commerciale del Mediterraneo, con una economia strettamente legata allo sfruttamento di miniere di calcopirite. La sua attività mineraria risale a migliaia di anni fa e ancora oggi si trovano vestigia delle strutture minerarie romane, chiare testimonianze dell’importanza che questa città ebbe nell’evoluzione della metallurgia e nell’espansione dell’Impero Romano. Questo lembo sudest della Lusitania era inoltre ricco in oro, argento, rame e ferro.

 

Ptolomy

 

Oggigiorno non esiste alcuna attività mineraria nella regione di Mértola ma è tuttavia divenuta uno dei più importanti nuclei storici e archeologici del Portogallo, proprio grazie alla ricchezza di manufatti e monumenti archeologici.


Tolomeo, scienziato greco-egizio che visse ad Alessandria nel I secolo, considerava Myrtilis (nome originale di Mértola) “opium antiquum et praeclarum” – un antico e nobile vizio.


Quando i Romani si insediarono nella regione, questa piccola città continuava ad avere una grande importanza commerciale. Il primo cenno storico su Mértola è riportato in una Cronaca dei Suebi, del Vescovo Idazio, dove si narra un episodio che risale al 440, in cui si fa riferimento all’esistenza di una fortificazione a Myrtilis.

 

Dopo i Romani fu occupata dai Suebi, dai Visigoti e in seguito, durante l’VIII secolo, dagli Arabi Musulmani (in prossimità dell’anno 711). Mirtolah (nome attribuito dai musulmani) era una piccola città piena di vita che rinasceva dalle ceneri dopo ogni conquista. Durante il XII secolo e sotto il dominio marocchino, Mértola fece parte di un importante piano militare strategico. Fu allora che fu costruita la sua famosa moschea. Gli Arabi Musulmani furono responsabili anche della ristrutturazione del sistema difensivo di questa prospera località. Esistono ancora oggi reperti di queste strutture del IX secolo e vi è la certezza che il castello sia stato consolidato tra il 930 e il 1031, rendendolo così una delle più solide strutture difensive di tutta la regione.

 

rei sancho II  mertola

 


Con la caduta del Califfato di Cordova (1031), Mértola divenne un regno indipendente, ben presto reclamato dall’allora re di Siviglia, Al-Mutamid. Durante la riconquista cristiana della Penisola Iberica, più precisamente nel
1238, Mértola fu conquistata da re Sancho II e donata ai Cavalieri dell’Ordine di Santiago – un ordine militare che svolse un ruolo vitale nella conquista del sud del Portogallo.


In origine la Chiesa Matrice di Mértola è stata una moschea musulmana, costruita tra il XII e il XIII secolo. A seguito della conquista cristiana della città, la moschea fu trasformata in chiesa cattolica ma le sue strutture architettoniche furono lasciate inalterate. Durante il XVI secolo, la chiesa fu parzialmente ristrutturata, senza tuttavia alterare mai il suo interno. Infatti le quattro navate presenti, le multiple colonne, oltre all’altare che è rivolto in direzione alla Mecca, riportano fortemente alla mente la moschea originale.


In questo periodo, pur avendo ancora un importante ruolo strategico nel sudest del Portogallo, per Mértola cominciò una fase di declino che coincide con l’inizio delle Scoperte Portoghesi, fino ad arrivare al 1758, anno in cui le mura del castello erano a tal punto danneggiate che non garantivano più alcun tipo di protezione militare.

 

Raul Proença (scrittore e intellettuale portoghese del XIX secolo), scrisse una curiosa considerazione sulla Città di Mértola:
“Mértola si avvista a distanza, con i suoi caseggiati arroccati, disposta ad anfiteatro con le sue vie strette e ripide, scolpendo la collina in anelli successivi di rocce ruvide. Ha un aria di abbandono e di isolamento che é
tuttavia suggestiva e pittoresca. La vista dei monti che circondano la Ribeira de Oeiras e del suo profondo letto, incastonato tra le acque che scendono rapide a valle, ha il suo non so che di impressionante e solennemente austero, mentre il Fiume Guadiana diletta gli occhi con le sue curve accentuate, a perder di vista, come un serpente d’acqua, tra gli alberi e le colline”
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